INFIAMMAZIONI PELVICHE

Le infiammazioni pelviche possono essere correlate ad infiammazioni delle ovaie e delle tube, e possono essere acute o croniche. Queste possono estendersi anche agli organi vicini. I batteri anaerobi, il gonococco, i clamidi sono le cause principali delle infiammazioni endopelviche.  La paziente presenta sintomi come nausea, febbre e dolore intenso. In alcuni casi, si presenta anche un’emorragia vaginale, di solito a gocce.

Durante l’esame ginecologico, la paziente prova un dolore intenso intorno all’utero, sensibilità dell’utero e degli organi connessi, all’atto del loro spostamento. Nell’esame del sangue, si osserva un aumento dei globuli bianchi. La febbre può essere anche alta.

Per la terapia si utilizza un preparato antibiotico triplo, per almeno quindici giorni, come il metronidazolo e la vibramicina. Nei casi acuti, l’uso di antibiotici va fatto per via endovenosa. È necessario l’uso di antinfiammatori ed antipiretici. Spesse volte, la terapia supera i quindici giorni. Il motivo è che le infezioni, soprattutto alle tube, possono, in futuro, provocare subfertilità ed ostruzione delle tube. Inoltre, si può formare un ascesso del cavo di Douglas, tromboflebite, ileo e maggiori o minori danni pelvici.

Anche le sinfisi sono una complicazione che si verifica in seguito ad infiammazioni pelviche multiple. Il problema è che alcune infiammazioni pelviche possono passare inosservate per mancanza di sintomi e le pazienti non prestano alcuna attenzione a queste. In questi casi, purtoppo, oltre al numero degli episodi di infiammazione pelvica subiti da una paziente, aumentano anche le possibilità che la paziente presenti problemi di subfertilità nel futuro. Quando i sintomi cessano, la terapia antinfiammatoria deve continuare per almeno venti giorni. Se esistono ascessi, allora si procede alla laparotomia per far fuoriuscire il contenuto dell’ascesso, soprattutto nei casi del cavo di Douglas. In ogni caso, l’intervento chirurgico va eseguito sempre quando la fase acuta della malattia è passata, allo scopo di ripristinare l’anatomia della pelvi.

Purtroppo, una delle cause principali delle infiammazioni pelviche, ai nostri giorni, sono i CHLAMYDIA TRACHOMATIS, dei microbi responsabili della maggior parte dei casi di stenosi anatomica delle tube.

La terapia corretta ed i metodi per far fronte al problema comportano la diminuzione diretta ed indiretta delle complicazioni. È molto importante che la paziente, ai primi sintomi di dolore pelvico, si rivolga al suo ginecologo per un esame, o per un’ecografia transvaginale o affinché il medico prenda la sua anamnesi medica.

Le tube, di solito, non sono visibili con l’ecografia transvaginale o addominale. Nel caso cui, tuttavia, si raccolga del liquido, o del pus nelle tube, cioè quando si manifesta idrosalpingite o piosalpingite rispettivamente, in questi casi le tube sono visibili con l’ecografia.

 
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