SINDROME DELL’OVAIO POLICISTICO

La sindrome dell’ovaio policistico è la malattia più frequente durante l’età riproduttiva della donna ed interessa il campo dell’endocrinologia ginecologica.
La conseguenza principale di questo disturbo nelle donne in età riproduttiva, è che inibisce l’ovulazione e quindi provoca la subfertilità.

La percentuale di donne con la sindrome dell'ovaio policistico che presenta anovulazione, vale a dire mancanza di ovulazione, raggiunge il 73%.
Negli ultimi anni, sono stati fatti molti sforzi per cercare di chiarire le cause di questa malattia.
Anche se la causa precisa e la patofisiologia della sindrome non sono ancora molto chiare, tutti gli studiosi concordano sull’esistenza di un fattore genetico ereditario.
Recentemente, sono stati individuati fino a 150 geni coinvolti e ritenuti responsabili della sindrome dell’ovaio policistico. I sintomi della sindrome sono vari.
Fondamentalmente, l’aumento di peso, la difficoltà nel perdere il peso eccessivo e l’irsutismo in punti caratteristici maschili, cioè mento, torace e volto, oltre alla subfertilità in alcuni dei casi.
Dopo il 2003, in seguito ad un importante congresso svoltosi in Olanda, gli studiosi di tutto il mondo hanno cercato di definire i criteri per la diagnosi della sindrome.

1.    mancanza di ovulazione e ovulazione irregolare, vale dire ovulazione poco frequente, è il primo di questi criteri.
2.    la caratteristica immagine ecografia in una o in entrambe le ovaie, è il secondo criterio. Le ovaie, in ecografia, nella parte interna del loro perimetro, hanno una specie di collana fatta di perle nere. Queste perle che si vedono in ecografia non sono nient’altro che piccolissimi follicoli al di sotto dei 9 mm, perimetralmente alle ovaie.
3.    reperti di esami di laboratorio e sintomi clinici possono completare il quadro.
Se la paziente risponde ad almeno due dei suddetti criteri, allora si può parlare di sindrome dell’ovaio policistico.

I sintomi clinici più diffusi sono le mestruazioni che non si manifestano frequentemente, disturbi del ciclo mestruale, anovulazione, aumento dell’irsutismo di tipo maschile e aumento del peso corporeo con grandi difficoltà a perderlo.  L’immagine di una delle due ovaie, durante l’ecografia transvaginale, presenta piccole cisti, come detto in precedenza, lungo il perimetro delle ovaie, quasi come una collana. Ciò che è necessario sottolineare è che tutte le donne che soffrono della sindrome dell’ovaio policistico presentano questa immagine nell’ecografia.

Negli ultimi anni, in seguito a ricerche condotte principalmente in Gran Bretagna e negli Stati Uniti, si è evidenziato che la sindrome dell’ovaio policistico è una malattia del metabolismo, direttamente correlata al profilo lipidemico, cioè dislipidemia, resistenza all’insulina ed una tendenza per queste pazienti, a manifestare, più tardi nella loro vita, il diabete di tipo B, cioè il diabete non dipendente dall’insulina.

Ciò indica che abbiamo a che fare con una sindrome metabolica molto più complessa.

Il principio di base per affrontare l’ovaio policistico è la diminuzione del peso. È di estrema importanza che la paziente riacquisti il peso corporeo regolare, perché la maggior parte dei sintomi cominciano ad apparire con l’aumento del peso.
Rilevante è anche il controllo con esami di laboratorio, con cui si può constatare l’aumento di alcuni ormoni, come quelli androgeni, ed anche l’aumento dell’ormone LH. A causa dell’aumento di ormoni androgeni, si osserva un aumento dell’irsutismo, come già detto in precedenza, in quei punti caratteristici del sesso maschile. Il medico che deve affrontare questo tipo di problemi, deve essere un medico specialista molto informato sui nuovi sviluppi riguardanti questa malattia.
Fortunatamente, negli ultimi anni, numerosi nuovi medicinali sono a disposizione dei ginecologi specializzati nel campo della riproduzione. Uno di questi medicinali, è la metformina che migliora in maniera decisiva l’immagine della sindrome dell’ovaio policistico. In alcuni casi, soprattutto in quei casi accompagnati da acne e disturbi del ciclo, sono di grande aiuto gli attuali anticoncezionali, che contengono ormoni ma in dosi molto piccole, rispetto agli anticoncezionali degli anni Settanta ed Ottanta. Il grande problema della procreazione può essere risolto anche con l’aiuto di nuovi medicinali e di nuove tecniche, come l’inseminazione intrauterina ed, in alcuni casi, la fecondazione in vitro.
Una piccola percentuale di donne sofferenti di sindrome dell'ovaio policistico guariscono con l’uso di queste nuove tecniche, perché la maggior parte delle volte, i medicinali attualmente disponibili utilizzati e personalizzati per ogni paziente, possono risolvere il problema. E’ opportuno, tuttavia, che detti farmaci siano personalizzati, secondo ogni caso, da esperti medici, in modo da riuscire ad ottenere il miglior risultato dal punto di vista estetico e metabolico.
 
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