ENDOMETRIOSI
L’endometriosi è lo sviluppo della mucosa che riveste internamente la cavità dell’utero al di fuori dello stesso. Sostanzialmente, l’endometriosi non è niente altro che lo sviluppo di colonie di cellule al di fuori della cavità uterina. Queste cellule dovrebbero trovarsi all’interno della cavità dell’utero per formare ciò che è definito come endometrio. L’endometrio è un tipo di tessuto epiteliale, mentre il restante utero, come è noto, è costituito da tessuto muscolare liscio.  Numerose sono le teorie che cercavano di spiegare come queste cellule si possano sviluppare in altri punti al di fuori della cavità uterina; attualmente, però, la teoria dominante spiega questo processo come una specie di metastasi (cioè un meccanismo simile a quello della metastasi cancerosa attraverso i vasi sanguigni). Sostanzialmente, quello che si osserva in questa malattia, è che le cellule, dall’interno della cavità uterina, fuoriescono attraverso i vasi sanguigni per andare a formare delle isole, delle colonie in altri organi adiacenti del corpo, anche se talvolta si incontrano anche a distanza dall’utero.
Epicentri principali di sviluppo dell’endometriosi sono le ovaie, le tube di Falloppio, l’intestino crasso, l’epiploon, ecc. L’endometriosi si presenta con una frequenza notevole e si manifesta soprattutto in donne di età tra i 25 ed i 48 anni. È più frequente nei paesi del mondo occidentale e nella razza umana bianca. Fattori che dimostrano la predisposizione all’endometriosi sono gli interventi ginecologici, la isterosalpingografia,  ecc. Le caratteristiche dei focolai di endometriosi sono le masse azzurro-rossastre di cellule che si sviluppano lentamente nel corso del tempo. Nel caso in cui esistano focolai di endometriosi alle ovaie, è possibile che si creino delle cisti grandi o piccole con il caratteristico contenuto di colore marrone e la caratteristica immagine nell’ecografia della pelvi.

I sintomi clinici principali sono il dolore e la dismenorrea, che inizia cinque - sette giorni prima delle mestruazioni. Altri sintomi sono la defecazione dolorosa, la dispareunia, cioè il dolore durante il rapporto sessuale, e le menorragie, cioè l’aumento della quantità di sangue durante le mestruazioni.
La diagnosi può essere effettuata con la laparoscopia, che è una tecnica nuova che si basa sull’inserimento di una telecamera a luce fredda dall’ombelico, cercando di individuare i focolai di endometriosi nell’area addominale e nella pelvi.  In questo momento, in America e nell’Europa Occidentale, la laparoscopia costituisce il principale metodo di diagnosi dei casi di endometriosi. Con l’ecografia, l’endometriosi può essere diagnosticata solo nel caso in cui sono presenti delle cisti di color cioccolato, come già menzionato, su una o su entrambe le ovaie.

Esistono vari gradi di gravità della malattia, a partire da un grado leggero, con alterazioni superficiali localizzate sulla pelvi, il grado metrio, dove si presentano delle caratteristiche cicatrici e sinfisi e l’endometriosi di terzo grado, la più grave, dove esistono le cisti di color cioccolato di cui sopra, sovrapposizioni di cellule dell'endometrio sull'intestino crasso, sull’apparato urinario, ecc.. Molto raramente, si osservano dei focolai distanti di endometriosi, come ad esempio sui polmoni.
Una caratteristica fondamentale da individuare, durante la laparoscopia, è l’esistenza di focolai di endometriosi, cosa abbastanza frequente in coppie che hanno problemi di subfertilità. Questi focolai possono aver provocato delle sinfisi e l’anatomia della pelvi è completamente o parzialmente alterata.
Complicazioni rare sono la rottura di queste cisti di color cioccolato che può provocare finanche peritonite, infiammazioni e mutamenti maligni.
La terapia dell’endometriosi può essere di due tipi o un abbinamento di entrambi: può essere chirurgica, farmaceutica o tutt’e due. Il metodo farmaceutico è correlato all’uso di analgesici. Inoltre, si possono utilizzare gli analoghi di GNRH, che sono sostanze esistenti sotto forma di pillole o somministrabili con iniezione, che provocano una menopausa farmaceutica, ma questi farmaci anche se migliorano i sintomi, purtroppo non possono essere utilizzati per un periodo superiore ai sei mesi. Il motivo è che la somministrazione di questi farmaci per un periodo più lungo, può dar vita a tumori maligni alle ovaie.  

Un farmaco che può essere utilizzato in determinati casi è il Danazolo, con azione antigonadotropa.  La sua somministrazione non deve superare i 4-6 mesi. Tuttavia, questo medicinale può provocare irsutismo, raucedine, aridità della pella ed acne. Inoltre, è molto importante, nei casi di utilizzo del Donazolo, controllare anche gli enzimi epatici almeno una volta ogni due mesi.
La soluzione chirurgica, nella maggior parte dei casi, è quella maggiormente indicata, quando si riscontra l’endometriosi. Con un intervento laparoscopico, per prima cosa si può diagnostica la malattia e poi, con l’aiuto di tecniche avanzate, come l’uso del laser, dell’elio o anche della diatermia, si procede a bruciare i focolai. Inoltre, con l’uso delle tecniche moderne della laparoscopia chirurgica invasiva, si potrebbero affrontare le varie sinfisi, cercando di ripristinare l’anatomia della pelvi femminile.

L’endometriosi è una patologia che, come già detto in precedenza, è direttamente legata alla subfertilità. Nei casi in cui viene individuata e diagnosticata attraverso l’isteroscopia diagnostica, è necessario affrontarla immediatamente, e quindi un'operazione chirurgica di laparoscopia si deve trasformare in operazione invasiva allo scopo di consentire alla paziente in questione di accrescere, per quanto possibile, le possibilità di avere un figlio.  In alcuni casi, non è chiaro il motivo per il quale l’endometriosi inibisce la fertilità. In altri, però, il motivo è prettamente meccanico, perché la presenza delle sinfisi, che molto spesso sono abbastanza ampie, si può dire che bloccano le tube, impendendo così agli spermatozoi di entrare a contatto con gli ovuli.

Molte donne che soffrono di endometriosi si rivolgono alla fecondazione in vitro. Anche dopo l’intervento, altre pazienti, in seguito a laparoscopia ed intervento per eliminare le sinfisi o per distruggere i focolai della malattia, riescono a concepire fisiologicamente con l’aiuto dell’inseminazione intrauterina. L’endometriosi crea numerosi problemi alle donne dei nostri giorni. La moderna ostetricia e ginecologia, tuttavia, ha raggiunto livelli tecnologici tali da aiutare sostanzialmente molte di queste donne, per ridurre i sintomi della malattia fino ad eliminarli completamente. Ed anche a riuscire ad ottenere il risultato desiderato, cioè fare un figlio.
 
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