La bartolinite è un’infiammazione di una delle due ghiandole di Bartolini. Le ghiandole di Bartolini si trovano a destra ed a sinistra dell’ingresso della vagina ed hanno un ruolo ben preciso, perché producono una secrezione per lubrificarlo durante la fase di eccitazione. Queste ghiandole sono dotate di canali esecretori da cui fuoriesce il liquido ed alla fine si raccolgono tutte le secrezioni in un dotto finale, situato al lato destro dell’ingresso della vagina, per la ghiandola destra, ed al lato sinistro della vagina per la ghiandola sinistra di Bartolini.
A causa di infiammazioni della ghiandola, è possibile che il dotto escretore si occluda, aumentando di volume, accompagnato da sintomi di infiammazione come irritazione, dolore, aumento della temperatura locale, ecc. Si tratta di un fenomeno molto frequente questa infiammazione di una delle due ghiandole di Bartolini e, in una fase iniziale, si cura essenzialmente con medicinali.
Il trattamento farmaceutico si basa su un antibiotico a doppia concentrazione per affrontare i batteri che sono causa dell’infiammazione.
È principalmente il METRONIDAZOLO il farmaco scelto in questi casi per eliminare i ceppi anaerobi. La paziente osserva improvvisamente all’ingresso della vagina oppure sul lato destro o sinistro dell’orifizio vaginale, una massa esistente in quell’area che tende a procurare intenso dolore. L’aumento del volume di questa massa può avvenire nel giro di poche ore ed è accompagnato dall’aumento del dolore. La paziente ha difficoltà a sedersi, a camminare e talvolta è costretta a rivolgersi ad un medico il prima possibile, senza sapere cosa le stia succedendo. Nei casi in cui il dolore è intenso, è necessario procedere ad un’accurata antisepsi, superficiale, dell’area e con una piccola apertura si può far uscire il liquido raccoltosi nella cavità. La paziente prova immediatamente sollievo e naturalmente, con la somministrazione di antidolorifici e di antibiotici, si riesce a risolvere il problema.
Tuttavia, talvolta, il ritardo della paziente a rivolgersi ad un medico può provocare una rottura di questa massa e naturalmente, in questo caso, si osserva una diminuzione dei sintomi. È, però, molto frequente che il problema riappaia sullo stesso lato o su quello opposto, immediatamente oppure a distanza di settimane o mesi. Nei casi in cui si constata una ripetizione del problema a brevi intervalli di tempo, allora, oltre a somministrare antibiotici, è necessario intervenire chirurgicamente, praticando una marsupizzazione, la cosiddetta tecnica della ciste. Cioè, si apre la ciste e si ricuce in modo tale da lasciarla libera per farla asciugare con l’aria, risolvendo in questo modo il problema. Se però, in alcuni casi, neanche questa tecnica riesce a risolvere il problema, allora bisogna procedere all'asportazione radicale di una delle due valvole, con la tecnica chirurgica.
In questi casi, la paziente deve restare per tre giorni in ospedale, ma il problema si risolve in maniera definitiva.
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