Obesità e fertilità

Pubblicato nel quotidiano “Eleftherotipia”, martedì 8 ottobre 2008

Scrive ANASTASIOS SYKOUTRIS, ginecologo, chirurgo, ostetrico, direttore scientifico del centro medico di Ricerca della Subfertilità e di Fecondazione in Vitro, del Doctor’s Hospital. Tutti gli studi recenti mostrano che le donne con un alto indice di massa corporea presentano problemi di fertilità. Restano incinte più difficilmente, la gravidanza ed il parto sono più difficili.

 

Nella fecondazione in vitro, si presenta un numero maggiore di insuccessi nelle donne obese, rispetto a quelle con un peso fisiologico. La percentuale delle donne che riescono a restare incinte con la fecondazione in vitro scende dal 48% al 30%, quando si tratta di donne con un alto indice di massa corporea.

 

Inoltre, una grande percentuale di queste donne presenta disturbi del ciclo, dovuti appunto all’aumento del peso corporeo. Molte donne obese soffrono della sindrome dell’ovaio policistico che influisce sul ciclo. Possono soffrire anche di amenorrea. Il ciclo mestruale si interrompe completamente. Oppure, come accade più frequentemente, soffrono di oligomenorrea. Cioè le mestruazioni vengono ogni due o tre mesi, una situazione questa, che rende ancora più difficile concepire un figlio. Queste donne non restano incinte molto facilmente e di solito ricorrono ai tentativi con le tecniche di procreazione assistita.

 

Ciò che si verifica è una variazione dei dati biochimici esistenti nel corpo umano e questa mancanza di equilibrio influisce direttamente sul ciclo delle donne obese che, molte volte, non hanno ovulazione e quindi non possono restare incinte.

 

La qualità degli ovuli

 

Nel contempo, numerosi studi mostrano che anche la qualità degli ovuli è influenzata dall’alterazione del profilo ormonale che provoca l’obesità. Il grasso esistente nel tronco, trasforma gli ormoni femminili in estrogeni. Si constata un grande aumento del testosterone libero, che è un ormone maschile. Il testosterone si posa sul bulbo capillare e può provocare irsutismo. Crea anche altri problemi all’equilibrio degli ormoni femminili.

 

L’insulino-resistenza, l’aumento nella produzione di insulina, è un disturbo frequente legato all’adiposità addominale. L’insulina favorisce la secrezione di ormoni androgeni e riduce la concentrazione della proteina di ancoraggio degli ormoni steroidei. Quindi, è necessaria una maggiore quantità di gonadotropina per riuscire a produrre l’ovulo nelle donne che presentano insulo-resistenza.

 

I ginecologi, negli ultimi anni, sono molto severi riguardo al peso delle donne incinte. Non le lasciano prendere molti chili durante la gravidanza. Inoltre, molti ritengono quasi vietata la gravidanza in una donna che supera i 100 chili di peso.

 

Complicazioni

 

Ciò avviene perché, a causa del peso eccessivo, si possono presentare delle complicazioni per l’embrione e per la donna. Il diabete gestionale, la preeclampsia, l’eclampsia sono solo alcune di queste complicazioni e naturalmente una donna obesa ha maggiori probabilità di partorire con un parto cesareo. Il diabete gestionale può avere delle conseguenze anche sul bambino, perché possono nascere bambini macrosomatici. Vale a dire bambini con un peso maggiore e con deposizioni adipose soprattutto sul tronco. Tutto ciò può portare a difficoltà che possono provocare finanche delle invalidità al figlio.

 

I bambini di donne obese corrono maggiormente il rischio di morte endometria embrionale.  Inoltre, il soprappeso della madre può influire notevolmente anche sul metabolismo del feto, che presenta maggiori rischi di manifestare diabete e malattie cardiovascolari. E naturalmente, i bambini delle donne obese hanno maggiori possibilità di diventare anch’essi obesi.

 

I rischi riguardano i periodi precedenti e successivi al momento in cui una donna è riuscita a restare incinta. La donna soprappeso già prima della gravidanza ha maggiori probabilità di rischio durante la stessa gravidanza, ma anche una donna che sale di peso improvvisamente durante la gravidanza è in pericolo, perché ci possono essere proprio le stesse conseguenze.

 

Nel contempo, il rischio di aborto spontaneo è maggiore per le donne obese, soprattutto nel primo trimestre. Studi recenti hanno dimostrato che l’obesità è legata ad interruzioni precoci e spontanee di gravidanza. Le donne obese corrono un rischio quattro volte maggiore di abortire rispetto a quelle con un peso normale.

 

Il peso ideale

 

Qual è l’aumento di peso ideale in una gravidanza? Gli studi più recenti sostengono che un aumento di peso superiore ai 6,5 chili è eccessivo. Questo è il peso ideale: 6,5 chili. In nessun caso una donna non deve superare i 12 chili in più in gravidanza. Da quel momento in poi, cominciano ad aumentare moltissimo i rischi.

 

Se poi, una donna obesa, decide di perdere i suoi chili con il metodo chirurgico, come ad esempio il bendaggio gastrico, può restare incinta, non ci sono problemi. Inoltre, altri metodi chirurgici ma anche farmaceutici sono indicati nei casi di obesità con un indice di massa corporea superiore a 30. La perdita di peso, qualunque sia il metodo prescelto, è indispensabile nelle donne obese che hanno problemi di subfertilità. In questo modo, sono ripristinate le anomalie endocrinologiche provocate dall’obesità e la resistenza all’insulina e migliorano anche i risultati della terapia della loro subfertilità.

 

ELEFTHEROTIPIA – 07/10/2008

© Copyright 2008 Ch.K. Τegopoulos Edizioni S.p.A.

 

 
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